È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Lavoro 2023 approvato dal Consiglio dei Ministri straordinario del 1° maggio, in occasione della festa dei lavoratori.
Il testo introduce importanti novità nel mondo del lavoro che interessano aziende, famiglie, lavoratori, disoccupati e pensionati.
Vediamo insieme cosa prevede il Decreto 4 maggio 2023, n.48 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.103 del 04.05.2023 e che entra in vigore il 5 maggio 2023.
1) NUOVO TAGLIO DEL CUNEO FISCALE
Tra le misure introdotte arriva il nuovo taglio del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti con redditi medio bassi, confermato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta di un taglio sui contributi dovuti dai lavoratori dipendenti del 6% per tutti coloro che hanno un reddito inferiore a 35.000 euro e del 7% per chi ha un reddito inferiore a 25.000 euro lordi. Sarà attivo dal 1° luglio 2023 e fino al 31 dicembre 2023. Il taglio serve a garantire più soldi in busta paga ai lavoratori, in media fino a circa 100 euro in più per i redditi più bassi.
2) ADDIO RDC, ARRIVA L’ASSEGNO DI INCLUSIONE
Dal 1° gennaio 2024 arriva una nuova misura che andrà a sostituire il Reddito di Cittadinanza ma che è valida solo per i “non occupabili”. Si tratta dell’Assegno di inclusione (ADI). L’assegno è di entità non inferiore a 480 euro al mese a cui può essere integrata la quota di affitto, pari a 280 euro extra mensili, fino a un massimo di 3.360 euro all’anno. È erogabile per massimo 18 mesi, ma può essere rinnovato, previa sospensione di un mese, per ulteriori 12 mesi.
Tale misura è destinata alle famiglie in possesso di determinati requisiti – relativi alla cittadinanza o all’autorizzazione al soggiorno del richiedente, alla durata della residenza in Italia e alle condizioni economiche – al cui interno si trovano almeno: una persona disabile oppure un minore oppure un ultra 60enne o una persona titolare di invalidità civile. Per ottenere l’ADI occorre possedere un ISEE non superiore a 9.360 euro all’anno, un reddito sotto i 6 mila euro annui (salvo eccezioni) e un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro (esclusa la prima casa, se ha un valore non superiore a 150mila euro).
3) STRUMENTO DI ATTIVAZIONE AL LAVORO
Dal 1° gennaio 2024 arriva un sussidio per gli occupabili che si trovano in povertà assoluta. Si tratta dello Strumento di attivazione al lavoro (SDA) che dà diritto a un’indennità di partecipazione pari a 350 euro. È destinata agli “occupabili” (persone che hanno età compresa tra 18 e 59 anni e sono in condizioni di lavorare) inseriti in misure di politica attiva del lavoro (programma GOL), inclusi lavori socialmente utili e servizio civile. Gli occupabili devono avviare un percorso di ricerca attiva del lavoro con un Centro per l’impiego. L’assegno decade nel caso di rifiuto di un’offerta di lavoro ma l’obbligo di accettazione tiene conto di diversi vincoli tra cui la distanza da casa, la durata e la tipologia del contratto di lavoro (tempo indeterminato o determinato). Ad esempio se il luogo di lavoro non dista più di 80 km da casa e il contratto ha una durata pari a un anno, scatta l’obbligo di accettazione, pena la decadenza del sussidio.
4) NUOVI INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI
Il Decreto lavoro 2023 prevede degli incentivi per chi assume, specie a favore dei disabili. La norma introduce un nuovo bonus assunzioni giovani NEET under 30, ovvero un contributo per le assunzioni di giovani under 30 effettuate nel secondo semestre 2023, ossia dal 1° giugno al 31 dicembre 2023. Cioè, ai datori privati che assumono under 30 Neet, registrati al Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani”, viene riconosciuto un incentivo per un periodo di 12 mesi pari al 60% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali.
5) FRINGE BENEFIT
Per i lavoratori dipendenti con figli a carico, viene innalzato il limite di esenzione di beni e servizi da 258,23 a 3.000 euro per il solo anno 2023. Nel nuovo limite di 3.000 euro per il 2023 rientrano anche le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale.
6) CONTRATTI A TERMINE
Si interviene sulle causali introdotte dal decreto Dignità che ha previsto per i contratti di durata superiore ai 12 mesi, nonché per le proroghe che “spingano” il rapporto oltre i 12 mesi e i rinnovi (indipendentemente dalla durata del rapporto), l’apposizione di causali stringenti, quali la sussistenza di condizioni straordinarie, imprevedibili o comunque eccezionali rispetto all’organizzazione produttiva.
7) CONTRATTI DI ESPANSIONE
Il contratto d’espansione è prorogato fino al 31 dicembre 2023: questo consente ai lavoratori che si trovano a meno di 5 anni dalla pensione di uscire anticipatamente e di ricevere un’indennità mensile pari al trattamento pensionistico lordo maturato al momento della cessazione del rapporto.
8) NUOVI AUMENTI PER L’ASSEGNO UNICO FIGLI
Il Decreto in vigore dal 5 maggio 2023 prevede la maggiorazione di 30 euro per gli orfani con un solo genitore lavoratore. Il rialzo vale per chi ha un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro (poi l’importo cala).
9) PROROGA DEL CONTRATTO DI ESPANSIONE
Il Decreto lavoro 2023 decide anche per la proroga del contratto di espansione per pensione anticipata. La misura sarà valida con 12 mesi in più per le grandi aziende: permane la possibilità di uscire da lavoro 5 anni prima del previsto tramite un accordo con l’azienda e prevede nuovi tempi di rilancio per le imprese con più di 1.000 dipendenti.
Per restare aggiornato iscriviti alla nostra NEWSLETTER 📧
