Nel corso del primo maggio di quest’anno, l’amministrazione guidata da Giorgia Meloni ha introdotto una serie di cambiamenti rilevanti che meritano di essere esaminati in dettaglio.
In particolare, il governo ha incrementato il limite dei fringe benefit, portandolo fino a un massimo di 3mila euro. Ma cosa si intende di preciso per “fringe benefit”?
Fondamentalmente, si tratta di retribuzioni che le aziende forniscono ai loro dipendenti sotto forma di beni e servizi. Questi benefici, conosciuti anche come retribuzioni in natura, possono essere previsti nel contratto di lavoro oppure offerti volontariamente dal datore di lavoro.
⚠️ Va sottolineato che i fringe benefit contribuiscono alla determinazione del reddito derivante da lavoro dipendente.
Fringe benefit 2023: uno sguardo sul tema
Abbiamo già esaminato il significato dei fringe beneift: abbiamo visto che non consistono in denaro, bensì da beni e servizi.
Ad esempio, tra i fringe benefit rientrano le auto aziendali, ma anche dispositivi tecnologici quali smartphone, tablet e computer. Inoltre, si estendono fino all’opportunità di usufruire di altri servizi forniti dall’azienda ai propri lavoratori (buoni pasto, servizi di welfare aziendale o permessi retribuiti). Come già menzionato, il governo Meloni ha deciso di incrementare il limite di tali benefici non monetari, portandolo a 3.000 euro ma solo i dipendenti con figli a carico possono beneficiare di questo aumento, mentre quelli senza figli a carico dovranno accontentarsi dell’esenzione per beni e servizi accordati dal datore di lavoro, con un limite massimo di 258,23 euro all’anno (escluse le spese per le bollette).
Tuttavia, è cruciale precisare un aspetto spesso frainteso riguardo ai fringe benefit: il datore di lavoro non è affatto obbligato a fornirli, quindi la decisione di offrire o meno queste retribuzioni spetta esclusivamente all’azienda.
Spesso, le aziende scelgono di concedere fringe benefit ai loro dipendenti poiché ciò comporta vantaggi significativi anche per l’azienda stessa. I dipendenti che ricevono tali benefici (che sono inoltre esentasse per le aziende) sono generalmente maggiormente motivati e registrano una migliore qualità di vita.
Per beneficiare di questa agevolazione, i dipendenti dovranno presentare una dichiarazione all’interno della quale dovranno attestare di soddisfare tutti i requisiti necessari, includendo anche il codice fiscale dei figli.
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